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Milano in vetta

Vita nuova nei piccoli borghi alpini

E’ da tempo in atto un progressivo spopolamento dei piccoli borghi alpini, con invecchiamento della popolazione attiva, abbandono dei terreni coltivati e incremento delle fasce boschive, senza lo sviluppo delle filiere agrosilvopastorali. Il rischio per i borghi alpini è la progressiva riduzione dei servizi essenziali (trasporti, sanità, istruzione, servizi generali) oltre al decadimento delle costruzioni adibite ad abitazione e ad attività commerciali e produttive. Ne conseguono la perdita di rilevanza economica delle stesse aree, lo sfruttamento non controllato del territorio e un progressivo dissesto idrogeologico. (continua a leggere)

Natura senza frontiere

Se frequentare un ambiente naturale è per tutti un’esperienza vitalizzante, per le persone disabili lo è ancora di più.

E’ un mezzo di estrema efficacia per superare certe limitazioni imposte dalla condizioni psicofisiche, per conquistare autostima, per nuove relazioni di collaborazione che favoriscono l’inclusione.

Col termine, ormai acquisito, di montagnaterapia si definisce la riconosciuta utilità di varie attività in natura in termini terapeutici, di riabilitazione, di dinamiche relazionali, di capacità di gestione dei movimenti e delle emozioni.

Premiati film, foto e racconti di montagna

OFF 2024

I premiati al 18° Festival internazionale del cinema di montagna 2024

 

Sezione Orobie e Montagne Lombardia-Premio Fondazione Riccardo Cassin

Melloblocco International Bluldering Meeting di Gianni Volonterio

In val di Mello, in alta val Masino, ogni anno, da vent’anni, si radunano i giovani climber per l’evento Melloblocco dove va in scena il bouldering, ossia la scalata da pochi metri da terra di enormi blocchi di granodiorite con passaggi di estrema difficoltà. Il film racconta le evoluzioni acrobatiche di tanti giovani alle prese con massi diventati famosi.

 

Le croci di vetta

Basiti sì, ma dalla manipolazione politica delle fake news. Qui trascritta, per inquadrare il problema, la posizione ufficiale del CAI: “In relazione al dibattito generato dalla falsa notizia che il Club Alpino Italiano si sarebbe pronunciato a favore della soppressione delle croci di vetta, il Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo ricorda di non aver mai trattato la questione né, men che meno, di aver mai emanato alcun atto in materia. Il Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo medesimo ribadisce piena fiducia nell’operato, oltre che del Presidente generale Antonio Montani e del Comitato Direttivo Centrale, del direttore editoriale Marco Albino Ferrari, del direttore responsabile de La Rivista del Club Alpino Italiano Andrea Greci e del responsabile de Lo Scarpone Pietro Lacasella, auspicando che i malintesi che si sono creati e che hanno portato all’annuncio di dimissioni dei responsabili dell’area cultura e comunicazione, si possano considerare chiariti, in modo che tutti gli interessati proseguano l’importante lavoro di rinnovamento dell’area cultura e comunicazione proficuamente da essi avviato negli scorsi mesi.”

 

Alberi monumentali a Milano

Per pianta o albero monumentale si intende un soggetto vegetale di particolare valore paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale. Secondo le stime del Corpo forestale, sono circa 22.000 gli alberi monumentali d’Italia. Tra questi, più di 2.000 sono stati dichiarati di "grande interesse" e 150 di "eccezionale valore storico o monumentale".

Per essere considerati “monumentali”, gli alberi devono avere alcune caratteristiche peculiari (dimensioni eccezionali, rarità botanica, conformazione particolare, anzianità), oppure essere legati a eventi storici o religiosi di rilievo. Gli alberi monumentali di Milano, ospitati nei parchi o nelle ville della città, hanno delle targhette che consentono di identificarli.

Una salita con Francesco Petrarca

Tra le domande che molti appassionati di montagna si pongono, ricorre spesso quella sulla nascita dell’alpinismo. Chi è stata la prima persona che ha deciso di raggiungere una vetta? Di sfidare l’ignoto? Di guardare il mondo circostante da un più elevato punto di vista? E perché l’ha fatto? Che cosa ha ottenuto, o maturato, o raccontato, o nascosto, o imparato, o tramandato, da quella scelta individuale? Oppure c’è stata, in un tempo a noi ignoto, un’impresa collettiva? E perché non ce ne è arrivata traccia?

Ci conforta allora sapere che a inaugurare (o quasi) la narrazione di una esperienza alpinistica portata a termine, sia stato uno dei maggiori scrittori della letteratura europea: Francesco Petrarca. L'augurio è che qualche persona voglia approfondire l’argomento, come benvenuto sviluppo (o critica) dello scritto che è possibile leggere in questo sito nella sezione "Racconti"

Monte Stella, per tutti

Elsa Stella ci rimaneva male quando sentiva i milanesi chiamare Montagnetta quel rilievo che il marito, l’architetto Piero Bottoni, le aveva dedicato chiamandolo Monte Stella.

Ma i milanesi, si sa, sono piuttosto pragmatici, realisti, e il nome di Monte non lo consideravano adatto a quei 50 risicati metri di altezza. E il poetico nome di Stella non si adattava proprio al particolare materiale da cui nasceva il rilievo: le macerie degli edifici abbattuti a Milano dai bombardamenti angloamericani durante la seconda guerra mondiale.

Peste suina tra i nostri vicini di bosco

Chi segue le cronache cittadine genovesi sa che è ormai un rituale la fotografia della famigliola di cinghiali o porcastri (molto più prolifici) che si aggira sul greto del Bisagno, su quello del Polcevera, nei viali dell'Ospedale san Martino, presso i cassonetti dell'immondizia sulle alture urbane e sulle spiagge cittadine, con tanto di bagno salutare in mare.

Che l'Appennino sia sovrappopolato da cinghiali (e non solo) è cosa nota, segno di uno dei tanti squilibri ambientali che l'abbandono progressivo dei nostri monti ha generato.

La montagna 700 anni fa

Nella Commedia di Dante si vive il passaggio dagli abissi del peccato al dilettoso monte che ascende al vertice della virtù. La montagna, ora come allegoria, ora come difficoltà del passo, ora come metafora, è diverse volte presente nel testo. Riferimenti alla montagna e all’ascensione li ritroviamo in vari versi del poema, a partire dalla prima cantica:

 

Così prendemmo via giù per lo scarco

di quelle pietre, che spesso moviensi

sotto i miei piedi per lo novo carco.

Inferno, XII, 28-30

 

Così, levando me sú ver’ la cima

d’un ronchione, avvisava un’altra scheggia

dicendo: “Sovra quella poi t’aggrappa;

ma tenta pria s’è tal ch’ella ti reggia”.

Inferno, XXIV, 27-30

Sulle Alpi con Leonardo

Proviamo a immaginarlo a Milano, sulla cima del Duomo in costruzione oppure su un torrione del Castello Sforzesco. Una giornata limpida, che permette di osservare gran parte dell’arco alpino. In mano un foglio dove disegna il panorama delle cime con estrema precisione: dal Pizzo Stella al Tre Signori. Al centro le Grigne e, in un angolo del foglio, il Pizzo Arera. Eccolo poi volgere lo sguardo verso ovest per essere catturato dall’imponenza del Monte Rosa, anzi, il Monboso, com’era chiamato un tempo. Ma il suo sguardo è diverso da quello di tutti i suoi contemporanei. E’ quello di chi sa vedere oltre l’apparenza. Di chi va oltre. Di secoli.

Indicazioni dalla Commissione Centrale Medica del CAI (sintesi)

Le misure per prevenire e contenere l’infezione variano a seconda della probabilità che le persone possano entrare in contatto con soggetti malati. 

Le raccomandazioni prevedono quindi: 

• distanziamento sociale, uso dei dispositivi di protezione (mascherina chirurgica o mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, DPCM 26 aprile 2020, guanti, occhiali protettivi); 

• lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone; 

• non toccare gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 

Non ci sono prove che animali domestici, come cani e gatti, possano essere vie di contagio. 

 

In montagna con BookCity

L’editoria di montagna è ormai uscita dai propri confini. Non parla solo agli appassionati delle terre alte e di imprese ai limiti del possibile. Oggi, sempre più, si rivolge a chi cerca un reale contatto con gli ambienti naturali e, con la nuova sensibilità che l’attenzione alla natura trasmette, con le componenti del proprio io ancora da “esplorare”.

Bookcity e la cultura della montagna

Bookcity Milano, la grande manifestazione sulle novità editoriali, ha dedicato nel 2018 ampio spazio al tema “montagna”. Tale attenzione ha risposto al crescente interesse di chi vive in città verso quella parte del mondo naturale ancora meno compromesso da un’aggressiva e

condizionante presenza umana.

Bookcity Milano 2018

Bookcity Milano 2018, la grande manifestazione sulle novità editoriali, dedica quest’anno ampio spazio al tema “montagna”.

Tale attenzione nasce dal crescente interesse di chi vive in città verso quella parte del mondo naturale ancora meno compromesso da un’aggressiva e condizionante presenza umana.

Punto di riferimento di questa attenzione verso le terre alte nei giorni di Bookcity è la nuova sede della SEM (Società Escursionisti Milanesi), storica Sezione del Club Alpino Italiano, che il 16, 17 e 18 novembre dedica tre pomeriggi e serate alle presentazioni di novità editoriali su montagna e natura.

Alpinisti scrittori e scrittori alpinisti presenteranno romanzi e guide, riflessioni e storie di eventi e protagonisti della montagna. In totale dodici novità editoriali che potranno essere firmate dagli autori.

Tanti nuovi montanari sulle Alpi

Presentato in anteprima a Milano nell’ambito di Bookcity e ufficialmente a Bolzano il 23 novembre alle giornate di “Immigrazione straniera nelle Alpi”, Il libro “Per forza o per scelta” propone un tema di grandissima attualità legato all’immediato futuro delle nostre montagne.

Curato da Andrea Membretti, Ingrid Kofler e Pier Paolo Viazzo, il volume fa il punto sulla presenza di immigrati e rifugiati nelle montagne italiane. Lo fa in modo chiaro, aggiornato e puntuale, partendo da dati che possono sorprendere chi ancora non si è reso conto del fenomeno in atto.

 

Il Premio Meroni indica una tendenza

L’ultima edizione del Premio Meroni si è conclusa venerdi 10 novembre a Milano con la proclamazione dei vincitori nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Quattro le categorie dei premi assegnati, ovviamente legate al mondo della montagna: Alpinismo, Solidarietà, Ambiente e Cultura. Al di là delle valutazioni sulle candidature e sull’assegnazione dei premi per ogni sezione, ha senso soffermarsi un attimo proprio sulle candidature, non in termini di qualità, bensì di quantità.

A Milano la mostra "La Guerra Bianca"

La Guerra Bianca riaffiora dai ghiacciai che si sciolgono. Vengono alla luce i resti straziati di una guerra tanto feroce quanto folle, combattuta anche sopra i 3000 metri di quota.

 

Ararat: alpinisti o turisti?

Racconto di una spedizione che ripropone un interrogativo: dov'è il confine del turismo?