Milano in vetta

Natura senza frontiere

Se frequentare un ambiente naturale è per tutti un’esperienza vitalizzante, per le persone disabili lo è ancora di più.

E’ un mezzo di estrema efficacia per superare certe limitazioni imposte dalla condizioni psicofisiche, per conquistare autostima, per nuove relazioni di collaborazione che favoriscono l’inclusione.

Col termine, ormai acquisito, di montagnaterapia si definisce la riconosciuta utilità di varie attività in natura in termini terapeutici, di riabilitazione, di dinamiche relazionali, di capacità di gestione dei movimenti e delle emozioni.

Proprio per conseguire tali risultati, risulta oggi insufficiente la presenza di strumenti e strutture in grado di favorire le attività negli ambienti naturali da parte di chi si è visto fino ad ora preclusa tale possibilità.

Ha inteso fare il punto sulla situazione attuale e stimolare nuovi progetti, il convegno “Natura senza frontiere” che si è tenuto venerdì 1 febbraio inserito nell’ambito dell’8°Forum delle politiche sociali promosso dal Comune di Milano (31 gennaio - 3 febbraio 2019).

La situazione attuale vede la Lombardia non abbastanza presente nel realizzare e promuovere percorsi negli ambienti naturali scelti e adattati per essere frequentati da parte dei disabili.

Poche realizzazioni sono state attivate; solo alcune sono allo studio. Quanto si auspica, in ogni caso, è poi un’attività di coordinamento da parte di una realtà istituzionale che si proponga come punto di riferimento per lo sviluppo di tali percorsi, la loro manutenzione e la formazione di accompagnatori.

L’incontro dell’1 febbraio, che si è svolto presso la Sezione SEM del Club Alpino Italiano, ha visto la partecipazione di diverse realtà attive nell’accompagnamento di disabili, nella realizzazione di strutture adatte a tale scopo in vari tipi di ambienti naturali e, punto da non trascurare, nella promozione dei percorsi.

E questo non solo nelle belle e poco frequentate aree collinari e montane della Lombardia. Anche in ambito urbano è possibile realizzare percorsi adatti alla fruizione da parte di persone con disabilità fisica, sia sensoriale che motoria. Anche nelle città, la “ricerca di natura” può svilupparsi in una più ampia frequentazione delle aree verdi da parte di disabili alla ricerca di aria migliore, di contatto col mondo vegetale, di affinamento dei sensi in nuovi contesti, in alcuni casi anche di panorami più ampi. Una ricerca che poi, nella pratica, non incontri ostacoli oggettivi.

Gabriele Zerbi

Pubblicato il 29/01/2019


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