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Milano in vetta

Toccare il calcare

Chi degusta i monti fino in fondo con l’anima, coi sensi, con tutto, prova brividi d’intenso piacere geologico alla vista ed al contatto di certe pietre, di certe rupi. Dopotutto la roccia cos’è se non carne del mondo, carne cosmica? Personalmente trovo sempre irresistibile il calcare, le sue luci, i suoi colori, il suo tatto, la sorpresa continua del suo modellato capriccioso. Tutto mi piace nel mondo del calcare; le piante che prediligono quel sostrato, la terra rossa che si nasconde nelle buchette, il brillio d’una vena di cristalli minuti. Le Dolomiti sono la metropoli del calcare, ma monti di quel sasso corrono dalle Grigne a Trieste ed oltre.

 

Fosco Maraini - Quando salendo creavi il mondo

(da “Racconti di montagna” Einaudi)

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Elsa Stella ci rimaneva male quando sentiva i milanesi chiamare Montagnetta quel rilievo che il marito, l’architetto Piero Bottoni, le aveva dedicato chiamandolo Monte Stella.

Ma i milanesi, si sa, sono piuttosto pragmatici, realisti, e il nome di Monte non lo consideravano adatto a quei 50 risicati metri di altezza. E il poetico nome di Stella non si adattava proprio al particolare materiale da cui nasceva il rilievo: le macerie degli edifici abbattuti a Milano dai bombardamenti angloamericani durante la seconda guerra mondiale.