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Milano in vetta

Rifugio d’uccelli notturni

In alto c’è un pino distorto;

sta intento ed ascolta l’abisso

col fusto piegato a balestra.

 

Rifugio d’uccelli notturni,

nell’ora più alta risuona

d’un battere d’ali veloce.

 

Ha pure un suo nido il mio cuore

sospeso nel buio, una voce;

sta pure in ascolto, la notte.

 

Salvatore Quasimodo

(da “Ed è subito sera” Mondadori 1942)

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Elsa Stella ci rimaneva male quando sentiva i milanesi chiamare Montagnetta quel rilievo che il marito, l’architetto Piero Bottoni, le aveva dedicato chiamandolo Monte Stella.

Ma i milanesi, si sa, sono piuttosto pragmatici, realisti, e il nome di Monte non lo consideravano adatto a quei 50 risicati metri di altezza. E il poetico nome di Stella non si adattava proprio al particolare materiale da cui nasceva il rilievo: le macerie degli edifici abbattuti a Milano dai bombardamenti angloamericani durante la seconda guerra mondiale.