Milano in vetta

Trento - Inizio Trento Film Festival

27 aprile

TRENTO

Trento Film Festival 2019. La rassegna trentina pone l’attenzione sulle culture e il cambiamento climatico. Dal 27 aprile al 5 maggio 

 Programma

127 film in programma (di cui 27 in concorso), 144 eventi, 16 mostre e grandi ospiti del mondo della montagna, del cinema, della letteratura e dell’esplorazione saranno i protagonisti di questa edizione.

Montagne e Culture sono le due parole che rappresentano i pilastri fondativi del Festival. Il Trento Film Festival vuole essere il rifugio permanente del libero pensiero e della riflessione sul futuro della montagna.

Gli ospiti speciali

Cambiamenti climatici, ecologia, cammino lento e alpinismo sono al centro degli appuntamenti del festival. Si parlerà di questi temi nelle serate con grandi personaggi come il “re degli Ottomila” Reinhold Messner, l’alpinista Hervé Barmasse e il velista Giovanni Soldini, il cantante Luca Barbarossa (con una sua interpretazione musicale del silenzio) e il filosofo Vito Mancuso (che affronterà il tema della fragilità della bellezza). 

I film

Il clou della manifestazione è costituito naturalmente dalle proiezioni, in numero davvero elevato anche per un festival. Ma dopo il successo di pubblico dell’anno scorso (oltre 20 mila biglietti staccati), il direttore Sergio Fant ha scelto di ampliare ancora l’offerta. Il programma dei film, sul sito ufficiale. Ad aprire la programmazione sarà l’anteprima internazionale di ‘Amundsen’, la biografia kolossal del grande esploratore (interpretato da Pål Sverre Hagen), che dedicò l’intera vita alla scoperta di nuove terre, arrivando per primo al Polo Sud nel 1911-12; si tratta di una produzione norvegese, diretta dal regista candidato all’Oscar nel 2012, Espen Sandberg. In chiusura invece il documentario ‘Aquarela’, di Victor Kossakovsky, che posizionando le videocamere su alcuni iceberg è riuscito a filmare le tempeste oceaniche come nessuno mai prima, regalandoci una visione inedita e impressionante della potenza del mare. In mezzo, opere di fiction, lungometraggi, corti, documentari, grandi classici restaurati (come Der kampf ums Matterhorn, o La grande conquista, del 1928) e sperimentazioni contemporanee provenienti dai migliori festival internazionali. Di questi, 15 lungometraggi e 12 corti si contenderanno la Genziana d’Oro, il premio del concorso.Tra gli altri film di spicco, la premiere italiana di ‘The Sweet Requiem’ di Ritu Sarin e Tenzing Sonam, presentato al festival di Toronto 2018, e seguito ideale del loro acclamato ‘Dreaming Lhasa’ (2005) prodotto da Richard Gere: è ispirato a un incidente avvenuto nel settembre 2006 sul passo Nangpa-La, a 5.800 metri di altezza sul confine Tibet-Nepal, quando le guardie di frontiera cinesi aprirono il fuoco su un gruppo di tibetani in fuga uccidendo una suora di 17 anni.

Da altri grandi festival internazionali come Berlino, Locarno e Zurigo arrivano i tre lungometraggi che completano la sezione “Anteprime”: ‘Il mangiatore di pietre’ di Nicola Bellucci, con Luigi Lo Cascio, è un cupo thriller ambientato sulle montagne tra Italia e Svizzera, dove gli “spalloni” di un tempo accompagnano oggi i migranti in fuga. ‘Fortunadello svizzero Germinal Roaux, con Bruno Ganz in una delle sue ultime interpretazioni, è un film in bianco e nero ambientato in un monastero a 2000 metri sulle Alpi innevate. ‘Yaradel franco-iraniano Abbas Fahdel fa scoprire al pubblico la Kadisha Valley in Libano, patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, accessibile solo a piedi o a dorso di mulo: qui si svolge il primo amore tra la giovane protagonista e un escursionista. Imperdibile anche ‘Dead Mountaineer’s Hotel’, film culto sovietico anni ‘70, una folle commistione tra thriller, fantascienza e psichedelia diretta da Grigori Kromanov.

Spazio anche alle avventure estreme in montagna, con i documentari delle sezione Alp&Ism sulle imprese di Aaron Durogati (‘Playing with the invisible’), Kilian Jornet (‘Camino al Everest’), Adam Ondra (‘Age of Ondra’), Alex Honnlod e Tommy Caldwell (‘Life coach’). E il lavoro di Stefano Ardito: ‘Da zero a ottomila, la storia di Daniele Nardi’.

Il paese ospite della 67esima edizione sarà il Marocco: “Destinazione… Marocco” metterà al centro dell’attenzione il paese africano dalla storia antica, con un patrimonio culturale ricchissimo, frutto di millenni d’incontri e relazioni tra culture e civiltà diverse. Oltre a film e documentari ambientati tra le montagne e i deserti marocchini, a Trento presenzierà la cantante Malika Ayane, a raccontare le sue origini e i progetti che sta portando avanti per aiutare le donne e i bambini marocchini.

Il Festival non poteva ignorare il disastro che ha colpito le montagne dolomitiche l'autunno scorso, con milioni di alberi abbattuti dal maltempo. È stato quindi creato un programma cinematografico speciale, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO (con il contributo dei Fondi Comuni di Confine), dal titolo "Amici fragili”: cinque documentari (e un cortometraggio) che vedono protagonisti il legno, gli alberi e i boschi oggi, alla prova dello sfruttamento intensivo, del disboscamento, degli incendi, dei fenomeni naturali.

MontagnaLibri

Il Trento Film Festival è, da 30 anni, anche MontagnaLibri, la più grande rassegna al mondo dell’editoria di montagna. Negli stessi giorni delle proiezioni cinematografiche si potranno incontrare scrittori, assistere a presentazioni di  opere letterarie (oltre 500), approfondire gli stessi temi affrontati dai film entrando in contatto con il mondo del reportage, delle storie di alpinismo, dei libri illustrati per l’infanzia. Fra le anteprime assolute da segnalare le autobiografie di Hans Kammerlander (‘Alti e bassi della mia vita’) e Krzysztof Wielicki (‘La mia scelta. Vita e imprese di una leggenda dell’alpinismo polacco’).

 


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