Milano in vetta

Seriate - Serata di apertura Orobie Film Festival

21 gennaio

SERIATE

APERTURA OROBIE FILM FESTIVAL

Dalle montagne di Lombardia alle terre alte del mondo

Cinema Gavazzeni | Seriate (BG) |

21-25 gennaio 2020 Ore 20.30 | Ingresso libero

Suggestive proiezioni di film e immagini fotografiche ci propongono uno sguardo sulle terre alte del mondo. Alpinismo, escursionismo, esplorazioni, ghiacciai, fauna, flora, culture, costumi e tradizioni rivivono sul grande schermo. Due sono i Concorsi che portano l’eccellenza fino a noi:

cinematografico oltre 90 film provenienti da tutto il mondo. 19 film selezionati dalla nostra Commissione verranno proiettati durante il Festival. Tre le categorie in gara: Orobie e montagne di Lombardia, Terre alte del mondo e Paesaggi d’Italia

fotografico con 27 fotografi partecipanti, per un totale di 135 immagini in gara. 24 sono state selezionate dalla nostra Commissione e verranno proiettate sul grande schermo all’inizio di ogni serata del Festival

Ad arricchire il Festival una serie di cortometraggi del grande Regista Ermanno Olmi e la proiezione del film The Dawn Wall con Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson. Momento speciale sarà il Bonatti Day,

con l'assegnazione del Premio Walter Bonatti ad Annibale Salsa, la proiezione del film "K2, una storia italiana" e la performance artistica del Coro Voci dell’Orobica dedicata al grande alpinista bergamasco.

Martedì 21 gennaio

Fuori Concorso | Buongiorno Natura di Ermanno Olmi | Italia | 1955 | 9’ Gabriele, Marco e il piccolo Tobia trascorrono una breve vacanza immersi negli splendidi paesaggi delle valli di Lanzo. Tra piccole disavventure dovute all’inesperienza dei campeggiatori, la vacanza trascorre serena e il ritorno al lavoro di tutti i giorni sarà allietato da bei ricordi.

Associazione Montagna Italia
Tel. 335.5734876 - www.montagnaitalia.com

 

 

 

 

 


Articoli correlati

Parliamone

Monte Stella, per tutti

Monte Stella, per tutti

Elsa Stella ci rimaneva male quando sentiva i milanesi chiamare Montagnetta quel rilievo che il marito, l’architetto Piero Bottoni, le aveva dedicato chiamandolo Monte Stella.

Ma i milanesi, si sa, sono piuttosto pragmatici, realisti, e il nome di Monte non lo consideravano adatto a quei 50 risicati metri di altezza. E il poetico nome di Stella non si adattava proprio al particolare materiale da cui nasceva il rilievo: le macerie degli edifici abbattuti a Milano dai bombardamenti angloamericani durante la seconda guerra mondiale.