Milano in vetta

Toccare il calcare

Chi degusta i monti fino in fondo con l’anima, coi sensi, con tutto, prova brividi d’intenso piacere geologico alla vista ed al contatto di certe pietre, di certe rupi. Dopotutto la roccia cos’è se non carne del mondo, carne cosmica? Personalmente trovo sempre irresistibile il calcare,

Miracolo a Milano

In certi giorni di vento, in autunno o in primavera, in fondo ai viali di Milano comparivano le montagne. Succedeva dopo una curva, sopra un cavalcavia, all’improvviso, e gli occhi dei miei genitori, senza bisogno che uno indicasse all’altra, correvano subito lì.

Far lavorare tutti i sensi

In montagna far lavorare i cinque sensi. Gli odori, i colori, i sapori, il tatto, l’udito, sono medicine per il corpo e l’anima. Quando vado in giro d’autunno mi accorgo che poca gente è interessata ai colori. Per troppa fretta non sfruttano la vista

Via dalla città!

Quelle ore di fatica ci allontanavano gradualmente dal mondo normale della pianura e della città. Lasciavi la fonte Cerreto tra le querce; poco dopo gli alberi si trasformavano in arbusti, poi sparivano del tutto,

La prima salita al Monte Ventoso

Partimmo da casa il giorno stabilito e a sera eravamo giunti a Malaucena, alle falde del monte, verso settentrione. Qui ci fermammo un giorno e oggi finalmente, con un servo ciascuno, abbiamo cominciato la salita,

Rifugio d’uccelli notturni

In alto c’è un pino distorto;

sta intento ed ascolta l’abisso

col fusto piegato a balestra.

 

Rifugio d’uccelli notturni,

Pensieri in salita

Cerco di capire che cosa succede nella mia testa. Ho cominciato a capire che fare scalate a grandi altezze è un processo mentale, un esercizio di concentrazione e di volontà.

L’aurora dal bivacco

Uscivamo all’aurora, strofinandoci gli occhi, dalla portina del bivacco Martinotti, ed ecco, tutto intorno, appena toccate dal sole, le montagne

Da Mauro Corona consigli antichi

Un trucco per ottenere legno da lavoro di eccellente resa è quello di lasciare le piante stese per terra almeno venti giorni. Prima però bisogna privarle di tutti i rami tranne un ciuffo sulla cima.

La montagna per nascere veramente

Scandagliare i propri limiti, le proprie forze, superare le proprie paure e i propri dubbi: questa è una risposta che va più in là del semplice divertimento nell’andare in montagna

Pericolo, rischio, avventura

Gioco e avventura, per restare insieme, hanno bisogno del rischio. Il rischio è un’esposizione, scelta e calcolata, a un potenziale pericolo, assunto sulla base della conoscenza che si ha di sé, del proprio corpo e dell’ambiente in cui ci si muove.

Ungaretti: un poeta al fronte

Come questa pietra

del S. Michele

così fredda

così dura

così prosciugata

così refrattaria

così totalmente

disanimata.

Gli alberi eroi

Esistono in montagna gli alberi eroi, piantati sopra il vuoto, medaglie sopra il petto di strapiombi. Salgo ogni estate in visita a uno di loro. Prima di andare via monto a cavallo del suo braccio sul vuoto.

Gli Sherpa e la strada

“In tibetano “sherpa” significa “orientale”, e gli sherpa che si stabilirono nel Khumbu circa 450 anni fa sono un popolo buddhista, amante della pace, che viene dalla parte orientale dell’altopiano. Non riescono a star fermi,

Un incontro in Grigna

Un giorno (era il 1956, avevo vent’anni) andai in treno verso la Grigna e iniziai l’arrampicata ai torrioni Magnaghi, senza corda né niente. A un certo punto mi ritrovai dietro tre alpinisti e uno di loro mi chiamò: “Dove vai, biondino?” (all’epoca avevo i capelli chiari e un po’ lunghi), “Vuoi venire con noi?”. Era Bonatti.