milano in vetta
IL PORTALE DI CHI AMA LA MONTAGNA

Traduzione di Claudio Rugafiori

IL MONTE ANALOGO

“L’inizio di tutto quello che sto per raccontare fu una
scrittura sconosciuta, su una busta. C’era nei tratti di penna
che tracciavano il mio nome e l’indirizzo della Revue des
Fossiles, alla quale collaboravo e da dove mi avevano
rispedito la lettera, un miscuglio avvolgente di violenza e di
dolcezza. Dietro gli interrogativi che mi ponevo sul mittente
e il possibile contenuto del messaggio, un vago ma potente
presentimento evocava in me l’immagine del “ciottolo nel
pantano dei ranocchi”. E dal fondo saliva come una bolla
la confessione che in quegli ultimi tempi la mia vita era
diventata davvero stagnante. Così, quando aprii la lettera,
non avrei saputo distinguere se mi faceva l’effetto di un
soffio vivificante di aria fresca o di una spiacevole corrente
d’aria.
La medesima scrittura, rapida e ben legata,diceva d’un sol
tratto di penna:
Egregio Signore, ho letto il Suo articolo sul Monte Analogo.
Finora mi credevo il solo a esser convinto della sua
esistenza. Oggi siamo in due, domani saremo in dieci, forse
di più, e si potrà tentare la spedizione. Dobbiamo prendere
contatto il più presto possibile. Mi telefoni appena potrà a
uno dei numeri che seguono. L’aspetto.
Pierre Sogol
37, passage des Patriarches, Paris”


la lettura prosegue in
“Il Monte Analogo”
di René Daumal - CDA & Vivalda